lunedì 20 gennaio 2014

Guadagnare con un blog

È possibile guadagnare con un blog amatoriale e arrotondare lo stipendio?

Ottenere dei risultati in questo senso potrebbe essere un'impresa difficile: per guadagnare attraverso il web è necessario pianificare con molta attenzione ogni aspetto del sito internet, soprattutto se lo scopo è racimolare delle entrate ben superiori a qualche decina di euro al mese.

Esistono diversi modi per guadagnare online:

  • attraverso la vendita di prodotti
  • vendendo servizi
  • grazie alla vendita di spazi pubblicitari all'interno del sito.
Nel caso di un blog i primi due punti sono automaticamente esclusi, a meno che il blog non sia un pretesto per vendere prodotti/servizi, ma non è questo il tema del post. Rimane quindi la vendita degli spazi pubblicitari, indirettamente attraverso servizi come Google AdSense, o direttamente, ma per fare questo è necessario incentivare i possibili inserzionisti.

Come aumentare le entrate di un blog?

L'entità del guadagno è proporzionale al numero di visitatori, però se il blog è amatoriale ed il traffico di utenti è limitato come si può fare?

Bisogna cercare di aumentare il traffico e, se possibile, cercare di intercettare le persone realmente interessate agli argomenti proposti scrivendo post originali e frequenti per non far scemare l'attenzione del pubblico.

Per fare questo vanno creati contenuti di qualità e messe in atto delle strategie di comunicazione che coprono anche i social network estendendo la presenza online ben oltre al singolo blog.

Inoltre la produzione di contenuti, solitamente testi e video, non si deve limitare ad una prima fase iniziale di startup, ma è un processo che dovrà continuare per tutta la durata del progetto.

Per ottenere un traffico che sia significativo agli occhi dei possibili inserzionisti non basta scrivere un articolo o due alla settimana (a meno che non siano di un settore così di nicchia e siano decisamente interessanti ed utili), ma è necessario un impegno molto maggiore.

Quindi si raggiunge un vicolo cieco: stiamo creando un blog amatoriale ma dobbiamo gestire il sito e produrre contenuti in maniera professionale.

Il sogno di guadagnare attraverso un blog amatoriale (e senza far fatica) è infranto?

Realisticamente parlando credo proprio di sì, o perlomeno è così nella maggior parte dei casi.

Per ottenere dei risultati tangibili è necessario investire tempo ed altre risorse, trasformando di fatto un hobby in un lavoro e quindi la domanda diventa: «Si può guadagnare attraverso un blog "professionale"?».

In questo caso ci sono molte più probabilità.

giovedì 16 gennaio 2014

Ecommerce usabili o alla moda?

Una delle mode più in voga nei nuovi siti web è l'uso del cosiddetto infinite scroll: invece di suddividere un archivio o i risultati di una ricerca in più pagine, il caricamento avviene man mano che l'utente scorre in basso.

È il funzionamento adottato da molti big come Facebook, Pinterest, Twitter ed anche Google+, solo per citare alcuni esempi.

In molte occasioni questo sistema può essere comodo da usare, ma non per questo è efficace in ogni situazione.

Ad esempio negli e-commerce questa tipologia di navigazione è controproducente se usata nelle pagine del catalogo prodotti o nella ricerca prodotti in quanto rallenta molto la navigazione e quindi si rischia di farli uscire dal sito prima del previsto con un impatto negativo nel CTR.

In rete si trovano diversi report proprio a proposito di questa metodologia di visualizzazione ed in tutti i casi è stato rilevato un calo molto elevato di conversioni (ovvero di utenti che entrano nel sito e procedono all'acquisto).

I difetti principali dell'infinite scroll all'interno di un e-commerce sono i seguenti:
  • Lentezza nella lettura dei prodotti a causa delle continue interruzioni dovute al caricamento allo scroll.
  • Quando si entra nella pagina di un prodotto e si vuole tornare indietro alla pagina del catalogo si riparte dall'inizio e non dal punto in cui si era arrivati precedentemente.
  • Non è possibile salvare un segnalibro preciso.
  • Non è possibile effettuare una ricerca completa all'interno della pagina finché non sono stati caricati tutti i risultati.
Tutti questi fattori provocano delle difficoltà nella navigazione e nell'utilizzo dell'E-commerce e, come ben sappiamo, agli utenti non piace stare nei siti web difficili da usare e che non forniscono delle risposte adeguate nei tempi e nei modi abituali.
Quindi, prima di introdurre modifiche all'interfaccia utente, soprattutto in sistemi dove i paradigmi di interazione sono ben noti e consolidati, è sempre meglio effettuare dei test approfonditi in modo da evitare problemi che potrebbero essere decisamente negativi.

domenica 12 gennaio 2014

Servizi per creare siti web economici: le ottimizzazioni SEO che non ci sono

Web marketing e SEO di bassa qualità

Sul web esistono molti servizi che offrono la creazione di siti web molto economici. Addirittura gratuiti se si scende a compromessi.

Tra questi ho scoperto una startup italiana che propone la realizzazione in pochi minuti di un sito web con moltissime funzionalità e soprattutto ottimizzato per i motori di ricerca ed attento alle nuove tecnologie.

Incuriosito dalla pubblicità ho approfondito la questione e, come sospettavo fin da subito, i risultati che si ottengono usando questa piattaforma non sono affatto professionali e tanto meno ottimizzati per i motori di ricerca.

Lo scopo di questo articolo non è fare pubblicità negativa a questa azienda, ma di analizzare un esempio di servizio che non ritengo di qualità, quindi non farò riferimenti diretti all'azienda.

In particolare voglio soffermarmi sulle caratteristiche tecniche e SEO che ho osservato.

Partiamo dal sito web di presentazione del servizio. Questo sito contiene diversi problemi/errori. Ad esempio non è responsive friendly, ciò significa che la navigazione tablet o da smartphone non è ottimizzata. Inoltre all'interno del sito ho trovato alcuni "hack" che denotano una scarsa competenza di programmazione web.

Uno di questi è legato ad uno slideshow mal programmato che in una diapositiva contiene dei link, quando la diapositiva è nascosta i link sono comunque cliccabili in quanto viene solamente cambiata l'opacità.

Passiamo poi al SEO: le ottimizzazioni pubblicizzate sono solo uno specchietto per le allodole.

Già a prima vista ci si accorge che i siti non sono ottimizzati, ma per non trarre delle conclusioni affrettate ho voluto esaminare con più attenzione il servizio, pertanto ho navigato ed analizzato molti siti web realizzati tramite questa piattaforma.

In tutti i siti che ho testato ho riscontrato gli stessi problemi che derivano da come è stato progettato ed implementato il sistema.

Le pagine dei siti web non hanno contenuti indicizzabili dai motori di ricerca!

Il problema principale, e che ritengo gravissimo, è che tutti i contenuti dei siti web creati attraverso questa piattaforma non sono presenti nel codice HTML delle pagine, ma vengono caricati tramite JS. Cliccando i link e le voci di menu i contenuti cambiano senza il ricaricamento delle pagine.

Ciò comporta l'impossibilità da parte dei motori di ricerca di indicizzare i contenuti delle pagine. Ho fatto più test su Google e ne ho avuto conferma al 100%.

È curioso notare che le pseudo-pagine del sito (identificate da un url fragment) sono inserite in una sitemap, pertanto Google effettivamente le indicizza ma per ogni pagina ha solo il titolo e la meta descrizione.


In effetti, leggendo nella descrizione del servizio, alla voce "Search Engine Friendly" è indicato che le tecniche SEO sono associate alla possibilità inserire le keyword, non si accenna al posizionamento dei contenuti, anche se più volte si promuove la piattaforma come ottimale per il posizionamento.

Chi si occupa di SEO dovrebbe sapere benissimo che per prima cosa i contenuti di un sito web devono poter essere indicizzati da google e che il meta tag "keyword" (abbondantemente usato in questi siti) non è più utile ai fini del posizionamento già da alcuni anni. Invece questa "startup" sembra non esserne al corrente.

Non riesco a capire se questo progetto è stato creato per spennare soldi a chi vuole spendere poco e si accontenta di avere un risultato di bassa qualità, oppure se dietro a tutto ci sono altri interessi.

Ma visto che lo scopo di questo articolo è puramente "tecnologico", mi fermo qui e mi limito ad osservare come la qualità di molte proposte che si trovano sul web sia decisamente troppo bassa.

venerdì 10 gennaio 2014

L'evoluzione della rete con l'uso dei social

Evoluzione social network e web marketing

I social network stanno evidenziando un fenomeno che negli anni scorsi si riscontrava spesso all'interno dei classici forum: molte persone invece di usare i motori di ricerca o di leggere la documentazione preferiscono mandare un messaggio di aiuto sul web, sperando che qualcuno risponda con delle informazioni utili.

Questa è l'impressione che ho navigando ed usando la rete, ma esistono dei riscontri reali sulla diminuzione dell'uso dei motori di ricerca?

E se i motori di ricerca comunque non rilevassero un calo di ricerche, il fenomeno come può essere trattato ai fini del web marketing?

Tutto e subito, RTFM:

In questa analisi, al momento piuttosto empirica, possiamo classificare più tipologie di utenti:
  • I pigri che non hanno voglia di fare un minimo di fatica per documentarsi in maniera autonoma.
  • Gli approfittatori che, anch'essi, non vogliono fare fatica.
  • Chi ignora l'esistenza dei motori di ricerca (e qui noto molto spesso persone giovanissime).
  • Chi conosce i motori di ricerca ma non li sa usare.
  • Chi dopo aver fatto ricerche e dopo essersi documentato non ha trovato delle risposte e quindi spera di trovare qualcuno in grado di aiutarlo.
Fino a qualche anno fa la risposta classica a chi apparteneva a queste categorie (eccetto l'ultima) era RTFM, ovvero un invito a leggere la documentazione o a fare una semplice ricerca prima di scomodare gli altri.

Ovviamente il buonismo dilagante ha ridotto parecchio questo tipo di risposta, di fatto favorendo e giustificando la pigrizia o l'ignoranza.

Giusto qualche minuto fa ho letto un post su Google+ di un "web developer" che chiedeva una informazione tecnica che dovrebbe essere nota a chiunque svolga questo lavoro. Uno sviluppatore web dovrebbe essere in grado di trovare una soluzione in completa autonomia ed in tempi rapidissimi nel caso gli mancasse tale nozione. Ed invece vuoi per comodità o per l'incapacità di saper usare i motori di ricerca, ha preferito usare Google+... e qualcuno gli ha pure risposto!

Mentre la scorsa settimana sono stato contattato da un conoscente che mi chiedeva se gli potevo dare un suggerimento per dove acquistare un detergente, bastava una ricerca su Google ed invece ha usato Facebook.

Questo fenomeno come influisce nel Web Marketing e nella SEO?


Queste mie osservazione si basano sull'esperienza diretta che ho quotidianamente nell'uso della rete, ma non sono il primo che ha notato come i social network siano una fonte per la ricerca di informazioni.

Esistono già alcuni studi che evidenziano come la ricerca tradizionale spesso sia sostituita, o comunque affiancata, dalla ricerca attraverso i social. Ad esempio lo scorso anno è stato pubblicato un report da parte della nota azienda di ricerche Forrester che sottolinea appunto questo trend.

Una percentuale sempre più elevata di utenti raggiunge i siti web passando per i social network.

Ecco quindi che quando si vuole promuovere online un brand, un prodotto, dei servizi o anche un negozio, è sempre più importante tenere in considerazione i social network e non fossilizzarsi solamente sulle attività di posizionamento nei motori di ricerca.

Ovviamente il web marketing fatto usando i social network non è adatto ad ogni tipologia di azienda, però in moltissimi casi, se strutturato, pianificato e seguito in maniera corretta, può offrire dei risultati molto interessanti.

giovedì 9 gennaio 2014

Risparmiare sul sito web: le conseguenze

Risparmiare sul web, le conseguenze

Qualche mese fa sono stato contattato per il rifacimento di un sito web di una azienda che ha una particolare linea di prodotti da promuovere online.

Il sito da rifare era veramente messo male: pochissime pagine con una grafica imbarazzante e contenuti inesistenti assieme ad una sotto specie di e-commerce dal dubbio funzionamento.

Rifare il sito era proprio una buona idea.

Così ho inviato il preventivo per il nuovo sito web, tra l'altro ad un prezzo piuttosto contenuto. L'offerta comprendeva lo sviluppo di una grafica responsive, ottimizzazioni SEO ed un semplice e-commerce per ordinare i prodotti.

Passano alcuni mesi e non ricevo risposta. Così, per curiosità, provo a guardare il sito e scopro che nel frattempo è stato rifatto, sono le regole del gioco, non è un problema... ma cosa vedo?

Orrore!

Il nuovo sito web ha peggiorato incredibilmente la situazione. Subito ho pensato di aver sbagliato indirizzo, e invece no, l'indirizzo era giusto.

Una accozzaglia di elementi sparsi nelle pagine senza una linea logica e senza alcuna attenzione né alla grafica né all'usabilità.

Elementi completamente sconnessi tra loro, una struttura di navigazione inesistente, la sezione e-commerce graficamente incoerente con tutto il resto del sito e addirittura con contenuti incompleti.

Chi ha sviluppato il sito non è nemmeno stato in grado di implementare un modulo di contatto decente ed ha incluso il form attraverso una piattaforma esterna.

Insomma, un completo disastro!

Ricapitolando:
  • Miglioramenti a livello di immagine: zero
  • Miglioramenti di usabilità: zero
  • Ottimizzazioni per mobile: zero
  • Miglioramenti SEO: zero
  • Miglioramenti per aumentare le vendite: zero
Quindi è stato investito del tempo e (forse) anche del denaro per non avere alcun miglioramento.

Anzi, oltre a non aver ottenuto miglioramenti, oserei affermare che un sito di questo tipo è addirittura penalizzante per la reputazione dell'azienda e del prodotto.

A questo punto ho due ipotesi:

La prima è che il sito sia stato implementato da un truffatore. È l'unico termine che mi viene in mente per descrivere chi può vendere un sito sviluppato in questo modo.

La seconda è che il sito sia stato sviluppato "in casa", magari con l'aiuto di qualche amico o di qualche conoscente. Ho già trattato questo argomento in passato, ad esempio nell'articolo dedicato ai template web pronti all'uso ed anche in vecchi post come quello sulla mancanza di professionalità e quello sui motivi per evitare i siti fatti in casa.

Spero sinceramente che il sito che ho descritto oggi faccia parte della seconda casistica.

Infine, come spesso accade, mi chiedo se i proprietari si rendono conto di avere un sito web inguardabile e inusabile oppure se magari sono orgogliosi di avere un nuovo sito senza aver speso più di tanto e pensano di essere "furbi".

A volte è meglio non avere affatto un sito web piuttosto che fare una figuraccia del genere e demolire l'immagine e la reputazione acquisita nel passato.

mercoledì 8 gennaio 2014

Perdita di dati su Blogger a causa di un bug

Un bug di Blogger può causare la perdita di dati (quasi) irreversibile nel caso in cui si annullino ripetutamente le operazioni di un un post non ancora pubblicato.

È quello che ho scoperto a mie spese proprio oggi: stavo annullando le ultime modifiche da un post in modalità "bozza" (draft) con la scorciatoia CTRL+Z e tutto ad un tratto ho visto l'articolo intero sparire, dopo qualche istante la funzionalità di salvataggio automatico ha salvato l'articolo e non sono più stato in grado di ripristinare il testo.

È facile riprodurre questo bug, basta procedere in questo modo: