venerdì 23 maggio 2014

Tablet e smartphone sorpassano il PC per navigare su internet



L'uso dei tablet e degli smartphone per la navigazione dei siti internet è in crescita costante.

Già lo scorso anno aveva raggiunto quote molto elevate, soprattutto in siti di informazione e blog.

Ho analizzato diversi siti web di questo tipo ed i risultati sono molto simili con differenze entro i 10 punti percentuali, può sembrare un parametro elevato ma è più che sufficiente per confermare l'andamento.

All'inizio del 2013 la media degli utilizzatori di tablet ed altri dispositivi mobile era attorno al 30% contro un 70% di chi usava il tradizionale PC (desktop/notebook) per la navigazione.

In questa prima metà del 2014 le cifre relative al mobile sono praticamente raddoppiate: del campione analizzato circa il 60% degli utenti che navigano utilizzano un dispositivo mobile.

Ecco un esempio di un sito con un campione di poco inferiore ai tre milioni di sessioni al mese:


Ovviamente questi dati non sono da ritenersi validi per tutti i siti web, ad esempio siti come forum o siti web molto specializzati hanno ancora un largo bacino di utenti desktop che però è in diminuzione.

Per questa seconda tipologia di siti web che ho analizzato, nel 2013 sono state registrate percentuali attorno al 95% desktop e 5% mobile, oggi gli stessi siti riscontrano dati ben diversi: 70-80% desktop, 20-30% mobile.

Questi dati confermano ancora una volta volta il cambiamento delle abitudini degli utenti. Pertanto anche il web si deve evolvere per soddisfare le nuove esigenze: è indispensabile che i siti web siano progettati e sviluppati considerando il mondo degli smartphone e dei tablet.

giovedì 22 maggio 2014

La definizione di SEO

Dare una risposta precisa alla domanda «Qual è la tua definizione di SEO» non è facile.

Volevo rispondere in poche righe al quesito di Andrea Pernici ma non ci sono riuscito e quindi mi sono trovato a scrivere questo post.

Una definizione precisa di SEO?

Non credo esita realmente una definizione universale per definire l'acronimo SEO. Ogni professionista dispone di un proprio bagaglio di esperienze che gli permette di affrontare ed analizzare la questione in maniera differente dagli altri. Di conseguenza esistono numerose interpretazioni, molto spesso condivisibili e sicuramente valide.

SEO in italiano

Ma partiamo dal primo punto (o spunto) di riflessione. SEO è un acronimo inglese che indica «Search Engine Optimization», ma come si traducono queste parole in italiano? La traduzione corretta è «ottimizzazione [dei siti web] per i motori di ricerca» oppure «... nei motori di ricerca»?

Ovvero, si ottimizza il sito web in modo che il motore di ricerca lo visualizzi per primo senza occuparsi dei contenuti e della qualità del sito nei confronti degli utenti, oppure lo si ottimizza in modo che gli utenti lo trovino come interessante già a partire da quando appare nei motori di ricerca (possibilmente ai primi posti)?

In passato, probabilmente, la prima accezione era quella più diffusa.

La SEO era vista principalmente come lo studio e l'applicazione continua di accorgimenti e trucchi necessari per raggiungere le prime posizioni, solitamente su Google, sfruttandone l'algoritmo di ricerca e concentrandosi sugli aspetti tecnici/tecnologici e trascurando, di fatto, gli utenti.

La convergenza tra SEO e web marketing

Nel corso del tempo, con l'evoluzione degli algoritmi di ricerca e degli stessi utenti della rete, la SEO ha assunto nuovi significati, affiancando ed integrandosi alle diverse strategie di web marketing.

Oggi chi si occupa professionalmente di SEO non considera solamente l'ambito tecnologico, ma tiene conto anche degli utenti, delle loro relazioni ed interazioni in modo da contribuire positivamente alla esperienza d'uso del web.

Quindi la definizione di SEO in italiano la estenderei dalla traduzione iniziale in qualcosa del genere:

«SEO - Tutte le attività di ottimizzazione tecnica dei siti web e delle modalità di comunicazione dei contenuti, mirate a facilitare il compito dei motori di ricerca nel fornire i risultati più pertinenti in base alle necessità degli utenti.»

La visione SEO

Voglio concludere sottolineando che la SEO non è convincere Google che un certo sito web deve essere primo, magari perchè la keyword density è all'interno di determinati parametri o perché ci sono migliaia di link in ingresso.

SEO significa avere una visione più ampia che spinge il professionista a considerare tecnologia e comunicazione come due strumenti complementari ed indispensabili per ottenere dei risultati attraverso il web.

In base alle proprie esperienze, conoscenze e competenze ci sarà chi cerca di operare nell'ambito più prettamente tecnico e chi ad un livello più commerciale (o di comunicazione). Ma in ogni caso tecnica e contenuti non si escludono a vicenda.

lunedì 5 maggio 2014

Mozilla Firefox: nuova versione + grafica aggiornata

Oggi ho installato la nuova versione del browser Firefox che ha raggiunto il ventinovesimo rilascio stabile.

Interfaccia grafica Australis Mozilla Firefox 29
Interfaccia grafica Australis Mozilla Firefox 29

Sto cercando di capire se sono stati apportati dei reali miglioramenti oppure se le novità non sono significative.

Secondo le note di rilascio Firefox 29 porta con sé due particolari novità:
  1. Nuova versione per Firefox Sync
  2. Nuova interfaccia utente Australis
La nuova versione di Firefox Sync utilizza il sistema Firefox Account per tenere sincronizzate più istanze del browser. Utile nel caso si usino più dispositivi e si desideri avere sempre aggiornate le password, i segnalibri, la cronologia ed addirittura le schede aperte.

A proposito delle schede aperte, non ho mai testato questa funzionalità ma sono proprio curioso di provare come funziona la sincronizzazione delle schede nel caso in cui ci siano due finestre Firefox nel PC, ognuna con più tab, ed una istanza di Firefox aperta in un altro dispositivo, ad esempio in un tablet.

Non usando Firefox Sync, questa funzionalità non mi interessa, passiamo quindi alla seconda importante feature di Firefox 29, l'interfaccia utente Australis.

Per quanto riguarda la nuova UI i commenti sul web sono spaccati in due: come al solito c'è chi sta apprezzando moltissimo le novità grafiche e chi invece rivuole la vecchia versione.

PRO Firefox 29

I promotori della nuova interfaccia la descrivono come più elegante, razionale e compatta. Graficamente ricorda molto Google Chrome e visto il successo di quest'ultimo la somiglianza è vista come un punto di forza.

La possibilità di personalizzare l'interfaccia è un altro punto forte della nuova versione.

CONTRO Firefox 29

La stessa interfaccia è invece ritenuta come poco razionale e accusata di occupare troppo spazio da parte di un'altra fetta di utenti. I quali vedono nella somiglianza con Google Chrome un difetto e sottolineando come la differenza da questo browser fosse una caratteristica importante per la scelta tra i due. Ora che sono graficamente molto simili, gli utenti non hanno, apparentemente, un semplice metro di giudizio per scegliere tra i due.

Inoltre l'alto livello di personalizzazione tanto decantato nelle note di rilascio non è effettivamente così elevato, anzi: in alcuni casi delle funzionalità sembrano essere state rimosse.

La verità sta nel mezzo

Sinceramente non trovo il nuovo aspetto così sconvolgente, anche se non mi sarebbe dispiaciuto un'interfaccia leggermente più compatta, dove per "compatto" non intendo "con meno cose", ma con un uso più razionale degli spazi.

Ad esempio lo spazio dedicato alle schede potrebbe essere ridotto leggermente, mentre l'area cliccabile per il pulsante ricarica/ferma poteva essere un po' più grande.

Anche il pannello di personalizzazione del layout non è molto intuitivo e funzionale, inoltre mi è già crashato un paio di volte.

Tutti dettagli che dimostrano come si tratti di un software in continua evoluzione e con ampi margini di miglioramento: alcuni aspetti sono stati effettivamente migliorati, ma molti altri sembrano ancora immaturi.

Probabilmente un altro po' di beta testing non sarebbe stato una brutta idea.

Comunque il risultato è piacevole e moderno, l'uso quotidiano non è particolarmente influenzato dai piccoli problemini riscontrati. Basterà un po' di messa a punto per ottenere dei risultati ancora migliori.

sabato 3 maggio 2014

Ennesimo errore nelle notizie Ansa

Il sito dell'Ansa, come molte altre testate giornalistiche, spesso riporta notizie con grossolani errori di battitura e di ortografia.

Ieri sera l'ennesimo errore ha toccato un argomento piuttosto delicato, dove una «strage» è stata trasformata in delle «strade».

Fortunatamente questa volta l'errore è stato corretto, ma sono riuscito ad immortalare la schermata in tempo:

Screenshot del sito Ansa
Errore in prima pagina

Visto che non si tratta di una notizia di poco conto, mi aspetterei che gli addetti alla pubblicazione delle notizie da prima pagina stessero un po' più attenti.

Posso capire che ci possano essere delle sviste in trafiletti per argomenti di secondo piano, ma per commettere uno sbaglio del genere significa che c'è qualcosa che non va.

Non è mia intenzione giudicare negativamente gli operatori ed i giornalisti, ma data la frequenza con cui noto questi errori voglio porre l'attenzione sul processo di creazione, revisione e pubblicazione dei contenuti.

Quale può essere la causa di tali errori?

Chi scrive questi titoli non è in grado di rileggere prima di salvare e pubblicare?

E se chi scrive commette un errore, può capitare anche ai migliori, non c'è nessuno che effettua una revisione dei testi prima della pubblicazione?

Probabilmente, le procedure adottate dall'agenzia non sono sufficienti per evitare di commettere questi errori.

Cosa si può fare per arginare il problema e ridurre la pubblicazione di testi errati in un sito web?

Basterebbe sviluppare un sistema che permetta la pubblicazione dei testi solo dopo una approvazione da parte di un team di revisione. Sviluppare un meccanismo di questo tipo è piuttosto facile e più di qualche volta l'ho integrato nei siti web dei miei clienti.

Questo sistema ha solo un punto critico: quando entrambi gli operatori (chi scrive e che revisiona) compiono lo stesso errore.

venerdì 2 maggio 2014

Il mio sito non è più primo su Google!

Più di qualche volta sono stato contattato da aziende che si lamentano delle scarse performance dei loro siti web.

Mentre qualche anno fa erano presenti nei primi posti su Google, oggi si trovano in posizioni molto basse.



A queste aziende chiedo:

«Durante questi anni, che cosa è stato fatto per evitare il naturale declino del sito?».

«Sono state svolte attività SEO e campagne di promozione online?».

Solitamente la risposta a queste domande è negativa.

Puntare i riflettori sulla mancata cura del sito web dovrebbe essere un segnale piuttosto chiaro per far capire che un sito deve essere mantenuto in vita con azioni specifiche.

Invece molte volte le aziende faticano a rendersi conto dell'importanza di una strategia continuativa. Capita spesso nelle piccole realtà dove si spera di ottenere dei risultati garantiti a fronte di un misero investimento "una tantum".

Il posizionamento di un sito web non è costante ma può variare.

Il posizionamento dipende da moltissimi fattori, pertanto è necessario mettere in atto una strategia che comprenda almeno i seguenti punti di intervento diretto nel sito:
  • Monitoraggio delle performance del sito.
  • Aggiornamento dei contenuti.
  • Aggiornamenti tecnologici per mantenerlo al passo con i tempi.
Per attuare una campagna di web marketing completa gli interventi on site dovranno essere affiancati da attività fuori dal sito web stesso come l'invio di campagne email piuttosto che l'uso dei circuiti pubblicitari (Pay Per Click o Pay Per View) o la promozione tramite i social network.

Ma allora che cosa ottengo (e quanto guadagno) investendo tot euro?

Dopo aver illustrato ai clienti la necessità di lavorare su più fronti, arriva la classica domanda: «Concretamente, se spendo tot euro, che cosa ottengo?». Oppure: «Quanto costa ottenere questo volume di vendite per il mio ecommerce?».

Costo X = Risultato ?

Rispondere a questo genere di domande non è mai facile. Sarebbe troppo bello avere una formula magica per sviluppare un sistema che spendendo X permetta di far guadagnare Y in tutta sicurezza.

Quindi va spiegato che per ottenere dei risultati sul web è necessario investire in un piano a lungo termine. Lavorare sulla reputazione del marchio, ottimizzare il sito web, creare contenuti che possano attirare gli utenti, coinvolgere gli utenti...

Inoltre, per promuovere un'azienda, dei prodotti o dei servizi attraverso il web, serve anche impegno e collaborazione da parte del committente. Non basta pagare qualcuno per far vendere il proprio prodotto. Sarebbe troppo facile!

Arrivati a questo punto si comincia a capire come mai il budget per una campagna di promozione efficacie debba essere coerente con gli sforzi per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ai clienti indecisi o timorosi di spendere soldi inutilmente consiglio di cominciare con un test che sia poco rischioso. Investire un po' alla volta è una soluzione equilibrata che consente di avere una visione più precisa di quali possono essere le prospettive di crescita.